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La fondazione ultima dei diritti secondo Don Walter Trovato (a cura di GOD)

 

 

 

 

Facendo seguito a quanto presentato in

Il Fondamento dei Diritti dell’Uomo secondo Don Walter Trovato (a cura di GOD) (clicca per leggere),

dalla testata “Consul Press” (www.consulpress.eu) pubblichiamo e rilanciamo

“La fondazione ultima dei diritti”, articolo del 27 ottobre 2014 by Don Walter Trovato per Consul Press (clicca per visionare),

il cui testo riportiamo qui di seguito integralmente, con qualche revisione redazionale di alcuni refusi, rispetto alla pubblicazione originale:

 

LA FONDAZIONE ULTIMA DEI DIRITTI________________di Don Walter TROVATO *
I diritti dell’uomo oggi sono al centro della politica sociale  e si può dire di tutta la politica. Ma si presentano dappertutto gravi difficoltà di interpretazione e applicazione di tali diritti, per la mancanza di una nozione di fondo della natura umana e delle esigenze che da essa promanano. Soprattutto con riferimento alla dignità e libertà della persona e all’uguaglianza degli uomini. Tutte cose che impongono, al di là di una visione materialista e meccanicista della società, un ordinamento delle condizioni sociali tale che in esso ogni individuo possa sentirsi libero e godere dei suoi diritti di cittadino, per il semplice fatto di essere un uomo, cioè una persona, che accetta di vivere in una società e di assumervi determinate responsabilità.
Se per esempio si riduce il valore dell’uomo a quello della sua produttività e del lavoro, viene meno l’universalità dei diritti dell’uomo, che non sono più da attribuirsi all’uomo–non-lavoratore, per esempio a chi contempla e prega, anche a prescindere dal problema degli inabili al lavoro. Se si nega la spiritualità e l’immortalità dell’uomo, e quindi il primato della persona, è la società che fonda e concede i diritti, anziché riconoscerli all’uomo come tale e operare al suo servizio perché possa esercitarli degnamente. Se si tenta di identificare il bene comune dell’uomo con quello solo della classe operaia, molti individui ne vengono esclusi, pur facendo parte della società e avendo un diritto-dovere d’uomini- antecedente a quello di membri di una classe- a contribuirvi e a beneficiarne. Se si distrugge il fondo unitario e permanente della natura riducendo la realtà umana a una serie più o meno legata di fenomeni transeunti, non c’è nulla di fisso per nessuno, come diritto dell’uomo, ma tutto viene concesso o riconosciuto nella misura in cui si interpreta e rappresenta l’interesse della collettività.

Di qui, ancora una volta, la necessità del diritto (o legge) naturale, riconosciuto come base di ogni ordinamento giuridico e misura di ogni diritto positivo. Non si tratta tanto di un qualsiasi sistema codificato, ma piuttosto dell’insieme di imperativi e, prima ancora, di tendenze o inclinazioni spontanee della natura umana, che l’autocoscienza fa percepire a tutti (in condizioni di normalità), che l’etica coglie e sviluppa come idee base su cui si fonda l’unità è l’universalità del genere umano sotto l’aspetto morale e spirituale, fondamento di quella sociale.
Senza questo ricorso alla legge naturale, cioè alla stessa natura analizzata metafisicamente, psicologicamente e sociologicamente nelle sue espressioni fenomeniche per oltrepassare e giungere a trovare i suoi più essenziali costitutivi e imperativi, non vi è base sicura e unica per i diritti dell’uomo, non vi è garanzia di rispetto per la persona umana, per i gruppi sociali, per i popoli, costituiti sempre da persone.
Di qui deriva pure la necessità di una continua ricerca dei dati sicuri della legge naturale attraverso l’analisi dei fatti sociali umani e una interrogazione dei dettami interiori, il cui valore prevale su tutte le contingenze storiche e i limiti etnici e culturali.

*Presidente dell’ ISTITUTO SAN BENEDETTO per l’EUROPA
N.d.R. – si consiglia di leggere anche il precedente intervento di Don Trovato ” Il Fondamento dei Diritti dell’Uomo” 

 

Orbene, noi di GOD non condividiamo necessariamente tutte le analisi e le conclusioni qui o altrove espresse da Don Walter Trovato. E, in altra sede, avremo anche il piacere di spiegare come e dove la nostra Weltanschauung diverga da quella di questo intelligente e originale ecclesiastico. Ma, intanto, vogliamo sottoporre alla riflessione comune dei nostri lettori le sue interessanti suggestioni, che in più di un punto qualificante appaiono convergenti con le nostre convinzioni antropologiche e sociologiche, benché non reputiamo necessario fondare i diritti universali degli esseri umani su premesse indimostrabili (almeno per la coscienza profana e la ratio scientifica) come l’immortalità dell’anima o altre simili opzioni metafisiche.
E ciò non perché ripudiamo (in privato) i cimenti super-naturali e spiritualeggianti cui ci stimola Trovato, ma perché questi sentieri esorbitano dal perimetro (pubblico) di quella stessa universalità naturale laica su cui possano convergere- onde fondarvi sovra un patto sociale democratico, libertario e pluralistico- l’assenso tanto dei credenti che dei non credenti, tanto degli atei e degli agnostici che degli “gnostici”… A condizione che, ovviamente, in ciascuno di costoro sia intimamente operante l’intuizione e la convinzione che l’essere umano in quanto tale sia latore di diritti sostanziali inalienabili e inconculcabili, a prescindere da qualsivoglia opzione religiosa o metafisica.
E, sia detto per inciso, noi preferiamo parlare di essere umano e non di “persona”, come invece predilige spesso Don Walter.
Se non altro perché “persona” significa basicamente “maschera”, mentre noi siamo più attratti dalla sostanza che si cela dietro le maschere, siano pure le maschere/persone di altissimo lignaggio metafisico come quelle  della “Santissima Trinità” adorata dai cristiani,

 

A CURA DELLE SORELLE E DEI FRATELLI DI GRANDE ORIENTE DEMOCRATICO (www.grandeoriente-democratico.com)

[ Articolo del 19 ottobre-1 novembre 2014 ]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per comunicazioni, scrivete a: info@grandeoriente-democratico.com